Robert Bellarmin · catechisme · 15 juillet 1598

Istruzioni — Confirmation, Pénitence, Eucharistie

Dottrina cristiana breve — Istruzioni per i Sacramenti (Cresima, Penitenza, Eucaristia)

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Istruzioni per i Sacramenti (Cresima, Penitenza, Eucaristia)

Istruzione per chi si deve cresimare, e quello che si deve sapere dai medesimi.

  1. IL Pater noster, l’Ave Maria, ed il Credo.

  2. I dieci comandamenti del Signore , ed i sei precetti della S. Chiesa.

  3. I peccati capitali che debbon fuggirsi. -

  4. I sacramenti della santa Chiesa. «

  5. Quante e quali siano le persone della santissima Trinità.

  6. Qual' è quella persona, che ha preso carne per noi, e che colla sua morte ci ha redenti.

Oltre a ciò dovrà sapersi, che cosa sia la Cresima che deve ricevere, e che effetto produce nelt anima del cresimato, e quali disposizioni si cercano per riceverla.

M. In che maniera si amministra il sacramento della Cresima ?

D. Il Vescovo impone le mani sulla testa di colui che si cresima, poi gli unge la fronte col sacro crisma.

M. Vorrei sapere che cosa è crisma?

D. Il crisma contiene un misto d' olio, e di balsamo, e fatto colla solenne consagrazione del Vescovo.

M. Desidero sapere, che cosa significa l'olio ?

D. Significa lo splendore di una buona coscienza.

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M. Ed il balsamo che significa ?

D. Significa l' odore di una buona vita.

M. Si contenti spiegarmi, che effetti fa all? anima questo sacramento ?

D. Aumenta la grazia, e fortifica l’uomo acciocché con intrepidezza confessi la fede di Cristo, perciò chiamasi eziandio confermazione.

M. Vorrei sapere se altro effetto fa la Cresima ?

D. Imprime il carattere, cioè un segno indelebile nell’anima. E però non si può conferire, che una sola volta.

M. Perché in questo sacramento si richiedono i padrini, come nel Battesimo ?

D. Perché siccome il soldato non va nel campo a combattere senza capitano, così il cristiano confermato, essendo vero soldato di Gesù Cristo, ha bisogno di direttore nella guerra spirituale, e questo è il padrino.

M. Perché si unge la fronte in forma di Croce?

D. Acciocché il confermato non si vergogni confessare il nome di Cristo, e perché possa resistere alle sugge- «tioni deU'infernal nemico.

M. Perché il Vescovo dà al cresimato uno schiaffo?

D. Acciocché il confermalo si ricordi di aver ricevuto questo sacramento, che non può riceversi un’altra volta. Propriamente acciocché si ricordi di dover essere forte soldato di Cristo, e pronto a sopportare per la tanta fede ogni sorta d’ingiurie.

M. Desidero sapere, che cosa significa la pace che si dà nell' ultimo ?

D. La pace significa la pienezza della grazia celeste.

M. Insegnatemi, quali disposizioni si richiedono circa alt? anima del cresimando ?

D. Richiedesi esser in grazia. Perciocché questo sacramento dà l' aumento di esja , e però se per avventura il cresimando si trova iu peccato mortale, deve confessarsi prima.

M. Quali disposizioni si richiedono in ordine al corpo ?

D. E convenientissimo, che il cresimando sia digiuno, in abito modesto , col capo mondo, ed i capelli rimossi dalla fronte.

ISTRUZIONI PE' SACRAMENTI.

Della Penitenza.

D. Come si purga l’anima dal peccalo moriale?

H. Con una buona confessione.

D. Che cosa si ricerca per fare una buona confessione?

R. Cinque cose.

I. Bisogna esaminar bene la sua coscienza.

a. Aver dolore d’aver offeso Dio.

  1. Far proponimento fermo di non offenderlo mai più per l'avvenire, e di fuggir l’occasione d’offenderlo.

  2. Dichiarare, e spiegare tutti i suoi peccali al confessore.

  3. Soddisfare a Dio colla penitenza imposta, e al prossimo ancora, se bisogni, colla restituzione.

D. Che cosa ci vuole per far bene l’esame della coscienza.

R. Due cose. Primo, domandare lume a Dio per conoscere i peccati. Secondo, trattenersi qualche poco in fare un’esatta ricerca de' peccati commessi in pensieri, parole, opere^ ed omissioni.

D. È necessario dire al confessore per appunto il numero delle volle, che si è peccato?

R. Ne’peccali mortali è necessario dire il numero delle volte che si è peccato : ma se non si sapesse giusto questo numero, si dee dire quel numero, che si stima che si avvicini più al vero.

D. Ma non è meglio nella confessione dir di più di quello che si è fatto di male?

7?. Nou è meglio certamente; perché sarebbe dire una bugia al confessore in materia grave.

D. Come ha da dir questo numero de' peccati, chi non si può ricordare, né pure il più o meno di quante volte è caduto?

R. In tal caso dee dire quanto tempo ha seguitato a far male, e come in quel tempo era solito a peccare spesse volte per ciascuna settimana, o per ciascun mese.

D. Di quante sorte può essere il dolore, che si deve avere nella confessione?

R, Di due sorte: dolore imperfetto, e dolore perfetto.

D. Qual è il dolore imperfetto?

R. Dolore imperfetto è quello, con cui si detesta sommamente il peccato, o per paura dell’inferno, o per la perdita del Paradiso, o per la bruttezza dello stesso peccato; e questo si chiama attrizione.

j D. Come sì fa l' alto dell'attrizione?

R. Dio inio, percJtè io co' miei peccati mi ho meritato l'inferno, ed ho perduto il Paradiso, mi pento, e mi dolgo di vero cuore di avervi offeso, e mi propongo fermamente colla vostra santissima grazia di non offendervi mai più.

D. (Jaal’è il dolor perfetto ?

R. È f^uel dolore, con cui si detesta il peccato sopra ogni male, per amor di Dio, ch’è sommo bene, e questo si chiama contrizione.

Z>. Come potremo acquistare questo dolore?

R. Prima col domandarlo al Signore, giacché è dono suo; e poi con pensare attentamente, che il peccato mortale è una somma ingiuria a Dio: il quale per la sua infinita perfezione merita di essere amato sopra tutte le cose, e servito con tutte le forze dalle sue creature.

D. Come si fa dunque quest’ano di dolor perfetto.

R. Si dice di vero cuore al Signore: Dio mio, perché voi siete un' infinita bontà, e degno di essere amato sopra tutte le cose; io vi amo con tutto il cuore, sopra tutte le cose ; e per questo mi pento, e mi dolgo di vero cuore di avervi offeso, e propongo fermamente colla vostra santissima grazia di non offendervi mai più.

D. Qual maggior valore ha questo dolor perfetto, che l’imperfetto?

R. A chi fa un atto di dolor perfetto, il peccato gli è rimesso subito, quantunque gli resti P obbligazione di confessarlo a suo tempo. A chi fa un atto di dolore imperfetto, non gli è rimesso, se non quando egli riceve l'assoluzione del sacerdote.

D. Chi si trovasse in pericolo di morire senza la confessione, come si potrebbe liberare dal peccato?

  1. Si potrebbe liberare con fare un atto di dolor perfetto j e però bisogna avvezzarsi a fare spesso un tal atto,, per averlo pronto in tempo di necessità.

D. Chi si confessasse senza dolore, e senza proposito, riceverebbe il perdono de’suoi peccati?

  1. Non lo riceverebbe, e se morisse io quello stato, senza pentirsi, come si è detto, si dannerebbe per sempre.

D. Se uno lasciasse nella confessione un peccato mortale, la confessione sarebbe buona ?

7f. Se lo lascia, perché se n’è scordato, la confessione è buona, però quando se ne ricorda, è obbligate confessarsene; ma se lo lascia per malizia , o per vergogna y

0 per mancanza d’esame, la confessione è mala , e sifa un sagrilegio, e i peccati non sodo perdonati.

D. Che cosa dunque dee fare, chi così malamente si è confessato ?

  1. Dee fare tre cose. Primo, dee dire il peccato, di cui non si è confessato, dicendo espressamente di averlo lasciato apposta, o per malizia, o per vergogna, o pec mancanza di esame. Secondo, dee dire, e ripetere tutti

1 peccati, de' quali allora si confessò. Terzo, dee dire quante volte si è confessato o comunicato dopo di aver lasciato quel peccato nella confessione.

D. Ci spieghi ora, come dev’essere la confessione de' nostri peccati da farsi al confessore?

  1. Dev’essere: Primo, intera, di tuli' i peccati; dicendo il numero, la specie, e le circostanze, che mutano spezie. Secondo > umile senza scusarsi, ma accusando se stesso, e sentendo volentieri le riprensioni del confessore. Terzo, sincera rispondendo la verità alle domande del confessore. E di più sbrigata non dicendo cose superflue, non dicendo i peccali degli altri, e non nominando i complici dei peccati. •>

D. Quando conviene lare la penitenza, che dà il confessore?.

  1. Quanto più presto si può, e si deve adempire con divozione, umiltà, e come ce l’ha imposta il confessore.

D. Può mai il sacerdote scoprire a veruno i peccati che ha uditi nella confessione ?

R. Non può scoprirli io veruu caso, nemmeno se si trattasse di perder la vita, o della rovina di tutto il mondo: e chi anche degli astanti udisse qualche peccato di chi si confessa, è obbligato con simigliante rigore a tenerlo sempre segreto.

D. Quando bisogna confessarsi?

R. Per obbligo di precetto una volta l’anno; ma per buon consiglio si dovrebbe tornare alla confessione prima di esser tornato al peccato, o almeno subito, die vi si è caduto; essendo una cosa orrenda, che potendo il peccatore morire ad ogni momenti), e dannarsi, viva un momento solo in peccato mortale.

£>.Che gran bene porta all’anima questa confessione fatta?

R. Porta questi sette beni.

z. Scancella il peccato mortale.

а. Ci rimette nell' amicizia di Dio.

  1. Cambia la pena eteroa dell’inferno in temporale, o in questo mondo , o nel Purgatorio.

  2. Ravviva il merito dell’opere buone, fatte prima di peccare , o mortificale dal peccato.

  3. Rende il dritto all’eredità del Paradiso.

б. Dà forza per resistere alle tentazioni, e per non tornare a cadere.

  1. Cagiona ordinariamente una gran pace, e quiete di coscienza nel nostro cuore.

Dell' Eucaristia.

D. Quali sono i sacramenti, che più si debbono frequentare dal cristiano ?

R. La santissima Eucaristia, e la Penitenza.

D. Che cosa è il sacramento dell’Eucaristia?

R. È un sacramento, che contiene il corpo il sangue, l' anima, e la divinità di Gesù Cristo sotto le specte di pane nell’ostia, e di vino nel calice.

D. Che cosa è dunque l’ostia, prima che sia coosecrata?

R. È un poco di pane.

D. E dopo la coDsecrazione è più pane?

R. Non è più pane, ma il vero corpo di Gesù Cristo; e

perché il corpo è vivo, ed è unito alla persona del figliuolo di Dio, col corpo v’è il sangue, e col sangue l’anima , e la divinità.

D. E il vino, che è nel calice, che cos’è prima di consecrarsi?

R. È vino semplicemente con un poco d’acqua.

D. E dopo la conserrazione , che cos’è?

R. È il vero sangue di Gesù Cristo, e perché il sangue è unito col corpo, col sangue v’è il corpo, e col corpo v’è l’anima , e la divinità del Redentore.

D. Non v’è ancora insieme la sostanza del pane nell’ostia, c del vino nel calice?

R. Non v’è in alcun modo; perché per la consecrazione si è tutta mutata nella sostanza del corpo e del sangue del Signore, rimanendo solo le spezie del pane e del vino.

D. Che cosa s’intende per le spezie del pane e del vino, che rimangono nell’ostia e nel calice?

R. Quello, che come tale apparisce a’sensi, il colore, il sapore, l’odore, e l'altre simili qualità.

D. Chi riceve la metà della particola consecrata, riceve tutto il Signore?

R. Lo riceve tutto interamente; perché Gesù Cristo tanto sta in tutta l’ostia, quanto sta in qualsisia particella della medesima ostia.

D. Quando il sacerdote rompe l’ostia, rompe ancora il corpo di Gesù Cristo?

R. Non lo rompe; perché solo si rompono da lui le spezie, e gli accidenti del pane.

D. Se non si rompe il corpo, in qual parie dell' ostia resta il Signore?

R. Resta intero in qualsivoglia parte di essa.

D. Come vi resta, vivo, o morto?

R. Vi resta vivo, e così bello, grande, e glorioso, come sta in Paradiso. . >

D. Quando il Signore viene nell’ostia , si parte dal Paradiso? •..

R. Non si pai te, ma nell’istesso tempo, che sta m Cielo alla destra del Padre, si trova nel santiss. Sagramcuto.

D. Qual disposizione dee portarsi, quanto al corpo, e quanto all’anima, per comunicarsi degnamente?

  1. Quanto al corpo, dev' esser ognuno affatto digiuno dalla mezza notte precedente, seppure non si comunica per viatico; e quanto ali' anima, dev’esser questa purgata da ogni peccato mortale.

Z). Chi dopo la confessione si ricordasse d’uu peccato grave, prima di comunicarsi, che dee fare?

  1. Se se ne ricorda quando sia alla banca dt Ila comunione, ne chieda perdono al Signore, e si comunichi, per confessarsene poi a suo tempo; ma se se ne ricorda prima di esservisi accostato, dee ritornare al confessore.

D. La notte precedente alla comunione è necessario, che la persona dorma qualche poco?

  1. S gnor no. Tanto se dorme, quanto se veglia, sempre si può comunicare.

D. Dopo che ha ricevuto nella comunione la sacrala particola, quanto tempo la dee tenere in bocca?

  1. Subito la dee inghiottire.

D. Ma , se la particola si attacca al palato, che cosa dee fare?

  1. Dee procurare di staccarla colla lingua, non g à col dito; se però la lingua non basta, dee bere un poco d’acqua, o di vino, e inghiottirlo aucora coll' ostia sacrosanta.

7>. E per cavar frutto dalla detta comunione, che dovrebbe farsi prima di essa?

  1. Si dovrebbe l’anima apparecchiare, considerando Ja grandezza del Signore, ch’ella riceve e Ja viltà proprie.

D. Dopo di essa, che dovrebbe farsi?

  1. Dovrebbe almeno per un quarto d’ora trattenersi l' fini main adorare il Signore, in ringraziarlo, in domandargli perdono, e chiedergli delle grazie; e non far, come fan tanti, che subito comunicati, escon di chiesa, e si pongono a ragionare.

7>. Quanto tempo si dovrebbe stare dopo la comunione senza sputare in terra ?

  1. Si dovrebbe stare circa un quarto d’ora; e se venisse qualche gran bisogno, si spuli nel fazzoletto per mostra di riverenza.

D. E buona divozione il comunicarsi spesso?

R. Il comunicarsi degnamente, è la migliore di tutte le divozioni, e la più profittevole all' anima, di tutte l’altre ; perché nella comunione , non solo si riceve la grazia, ma l’autore della grazia , e ’l fonte d'ogni nostro bene, che è Gesù. Cristo; e però ogni buon cristiano dovrebbe comunicarsi almeno una volta il mese.

D. Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe il Signore ?

R. Lo riceverebbe, ma commetterebbe un grandissimo sacrilegio, comunicandosi come Giuda.