Robert Bellarmin · catechisme · 15 juillet 1598

Terza classe — Commandements, Sacrements, Rosaire

Dottrina cristiana breve — Terza Classe — Dei Comandamenti di Dio, delle virtù, dei sacramenti e del Rosario

Pré-Vatican II magistere-ordinaire-universel
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Terza Classe — Dei Comandamenti di Dio, delle virtù, dei sacramenti e del Rosario

TERZA CLASSE.

De comandamenti di Dio.

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M. Veniamo ora a quello che si ha da operare per amare Dio, ed il prossimo. Dite i dieci comari dame n ti.

D. 1. Io sono il signore Iddio tuo; non avrai altro Dio avanti di me.

  1. Non pigliare il nome di Dio in vano.

  2. Ricordati di santificare le feste.

  3. Onora il padre, e la madre.

  4. Non ammazzare.

  5. Non fornicare.

  6. Non rubare.

  7. Non dir falso testimonio.

g. Non desiderar la donna d' altri.

  1. Non desiderar la roba d' altri.

M. Chi ha dati questi comandamenti ?

D. L' istesso Dio nella legge vecchia, e poi Cristo nostro signore li ha confermati nella nuova.

M. Che contengono in somma questi comandamenti ?

D. Tutto quello che si ha da fare per amare Iddio, ed il prossimo, perché i primi tre comandamenti insegnano come ci abbiamo da portare verso Dio col cuore, colla bocca, e colle opere. Gli altri sette ci ammaestrano di far bene al prossimo, di non gli nuocere nella persona,

nell’onore, nella roba, né con opere né con parole, né coll' animo, e così il fine di tutti i comandamenti è il comandamento della carità, che comanda amare Dio sopra ogni cosa, ed il prossimo come noi medesimi.

M. Dichiarate il primo comandamento.

D. Nel principio ci avverte Dio, che ésso è il nostro vero e supremo padrone , e però siamo obbligati ad obbedirlo con ogni diligenza. Appresso ci comanda, che non dobbiamo riconoscere alcun altro per Iddio, nel che peccano gl' infedeli, i quali adorano le creature in cambio del creatore; ed anche gli stregoni e fattucchieri, che tengono il demonio per loro Dio»

M. Dichiarate il secondo.

D. Il secondo comandamento proibisce le bestemmie, che sono peccati grandissimi, i giuramenti falsi o non necessarj, il non adempire i voti, ed ogni altro disonore che si faccia a Dio con parole.

M. Dichiarate il terzo.

D. Comanda il terzo l’osservanza delle feste, la quale consiste in astenersi dall' opere servili , per aver tempo d' occuparsi in considerare i Deneficj divini ; visitare le chiese, fare orazione, leggere libri spirituali, udire gli utiicj divini, e le prediche, e fare altre simili opere spirituali c sante.

M. Dichiarate il quarto.

D. Il quarto ordina, che si onori il padre e Ta madre non solo con riverenza di parole, e di cavarsi la berretta , ma ancora con ajutarli e sovvenirli ne' loro bisogni ; e quello che si dice

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del padre e della madre si deve ancora osservare con gli altri prossimi, sebbene non ci è tanto obbligo quanto col padre e colla madre , i quali ci hanno dato l' essere, e ci hanno alle>- vati con molta loro fatica.

M. Dichiarate il quinto.

D. Nel quinto si comanda, che non ammazziamo alcuno ingiustamente, né gli facciamo altro male nella persona. E dico ingiustamente, perché i giudici, i quali condannano i malfattori a morte, e i ministri di giustizia, che li fanno morire; come anco i soldati nella guerra giusta non peccano', mentre feriscono, o ammazzano.

M. Dichiarate il sesto.

D. Comanda il sesto, che non si commettano peccati con pensieri, né con parole, né con azioni contro la virtù della santa purità.

  1. Dichiarate il settimo.

1). Il settimo comanda, che niuno pigli la roba d' altri occultamente, che si domanda furto, nè palesemente, che si chiama rapina ; né faccia frodi nel vendere e comprare, e simili contratti, e finalmente non danneggi il prossimo nella roba.

M. Dichiarate l'ottavo.

1). Nell’ottavo si proibisce il falso testimonio, il mormorare, detrarre, adulare, dir bugie, ed ogni altro danno, che si fa al prossimo con la lingua.

  1. Dichiarate i due ultimi.

D. Comanda Dio negli ultimi due precetti che niuno desideri la donna, e roba d’altri, perché

esso che vede i cuori, ci vuole santi e mondi, non solo nell' esteriore, ma anco nell’interiore, acciò noi siamo interamente e veramente giusti.

DE' PRECETTI DELLA CHIESA,

E DE' CONSIGLI.

M. Aggiungete ai comandamenti di Dio quelli pochi che ha aggiunti la santa chiesa.

D. I comandamenti della santa chiesa sono sei.

  1. Udir la messa tutte le domeniche, ed altre feste comandate.

  2. Digiunare la quaresima, le e le quattro tempora, e no venerdì ed il sabbato.

  3. Confessarsi, almeno una volta l’anno.

  4. Comunicarsi la Pasqua di Risurrezione.

  5. Pagar le decime.

  6. Non celebrar le nozze ne' tempi proibiti, cioè dalla prima domenica dell’Avvento fino all’Epifania, e dal primo giorno di quaresima fino all' ottava di Pasqua.

M. Oltre i comandamenti, o' quali tutti siamo obbligati, sonovi alcuni consigli di perfezione?

D. Ci sono tre consigli dati dai nostro signor Gesù Cristo a quelli che desiderano arrivare alla perfezione.

M. Quali sono questi consigli ?

D. Povertà volontaria : castità perpetua : ed ubbidienza in ogni cosa, che non sia peccato.

vigilie comandate, ì mangiar carne il

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DE' SAGE AMENTI.

M. Abbiamo già trattato di tutto quello che si ha da credere, sperare ed operare. Resta, che trattiamo de' santi sacramenti per mezzo de' quali s'acquista la grazia di Dio; dite dunque quanti sono i sacramenti ?

D. Sono sette.

  1. Battesimo.

  2. Cresima.

  3. Eucaristia.

4- Penitenza.

  1. Olio Santo.

  2. Ordine.

  3. Matrimonio.

M. Chi li ha istituiti ?

D. Gesù Cristo signor nostro.

M. Che effetto fa il battesimo ?

D. Fa che l’uomo diventi figliuolo di Dio, ed erede del Paradiso, scancella tutti i peccati, e riempie l' anima di grazia e di doni spirituali. M. Che effetto fa la cresima ?

D. Fortifica l' uomo, acciocché non abbia paura di confessare la fede di Cristo nostro signore, e così ci fa diventare soldati veri del Salvatore. M. Che effetto fa l'eucaristia ?

D. Nutrisce la carità che è la vita dell'anima, e l’accresce ogni giorno più. E però si dà sotto specie di pane sebbene veramente quello non è pane, ma il vero corpo del Signore; siccome quello che è nel Calice non è vino, ancorché paja vino, ma è il vero sangue del medesimo Cristo nostro signore sotto la specie del vino.

M. Che effetto fa la penitenza?

D. Rimette i peccati commessi dopo il battesimo, e fa ritornare all’amicizia di Dio quello che pel peccato gli era diventato nemico.

M. Che bisogna fare per ricevere questo sacramento?

D. Bisogna prima aver dolore de' suoi peccati , con proposito di non commetterli mai più. Bisogna poi confessarli tutti al sacerdote approvato da' superiori, ed in ultimo bisogna fare la penitenza, che dal sacerdote gli sarà imposta.

M ■ Che effetto fa l'olio santo ?

D. Scancella le reliquie de' peccati, dà allegrezza e fortezza all’anima per combatter col demonio in quell' ultimo tempo, ed ancora ajuta a ricevere la sanità del corpo, se quella sia utile alla salute dell’anima.

M. Che effetto fa il sacramento deW ordine ?

D. Dà potestà e grazia ai sacerdoti, ed agli altri ministri della chiesa di poter far bene gli olficj loro.

M. Che effetto fa il sacramento del matrimonio?

D. Dà virtù e grazia a quelli che legittimamente si congiungono, di vivere nel matrimonio con pace e carità, di procreare ed allevare i figliuoli nel timor santo di Dio, acciocché n'abbiano allegrezza in questa vita c nell’altra.

QUARTA GLASSE.

Delle virtù teologali, e cardinali.

M. Abbiamo già finite le quattro parti principali della dottrina, che sono il credo, l'oraztone domenicale, i comandamenti, edi sacramenti Ora voglio che parliamo delle virtù e de'vizj, e di alcune altre cose che molto giovano a vivere conforme alla volontà di Dio. Dite dunque quante sono le virtù principali?

D. Sono sette, tre teologali, e quattro cardinali.

M. Quali sono le teologali ?

D. Fede, Speranza, e Carità.

M. Perché si chiamano teologali ?

D. Perché quella parola teologale, vuol dir cosa che riguarda, o appartiene a Dio.

M. La fede dunque, come appartiene a Dio?

D. Perché fa che noi crediamo tutto quello che Dio ha rivelato alla s. chiesa.

M. La speranza perché appartiene a Dio ?

D. Perché fa che noi mettiamo la nostra fiducia in Dio, e da lui speriamo la vita eterna mediante la grazia del medesimo Dio, e i nostri meriti, i quali pur nascono dalla grazia sua.

M. La carità perché appartiene a Dio?

D. Perché fa che noi amiamo Dio sopra ogni cosa , ed il prossimo come noi medesimi per amor di Dio.

M. Quali sono le virtù cardinali ?

D. Prudenza, Giustizia, Temperanza, e Fortezza.

M. Perché si chiamano cardinali?

P. Perché sono principali, e come fontane delle buone operazioni.

M. Dichiarate l'ufficio di queste virtù.

D. La prudenza ci fa considerati e cauti in ogni cosa, acciocché non siamo ingannati, né inganniamo gli altri.

La giustizia fa che noi rendiamo ad altri quello che è suo.

La temperanza fa, che noi mettiamo freno a' desideri disordinati.-

La fortezza fa, che noi non temiamo alcun pericolo, neppur la stessa morte, per servizio di Dio.

DEI DONI DELLO SPIRITO-SANTO.

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M. Quanti sono i doni dello Spirito-santo ?

D. Sono sette:

  1. Sapienza.

  2. Intelletto.

  3. Consiglio.

4* Fortezza.

  1. Scienza.

  2. Pietà.

  3. Timor di Dio.

M. A che servono questi doni ?

D. Servono per ajuto delle virtù, e per farci perfetti nella via di Dio: perché pel timore ci asteniamo da' peccati. Per la pietà siamo divoti ed ubbidienti a Dio. Per la scienza siamo ammaestrati a sapere la volontà di Dio. Per la fortezza siamo ajutati a metterla in esecuzione. Pel consiglio siamo avvertiti degl' inganni del demonio. Per l' intelletto siamo innalzati a penetrare i misteri della fede. Per la sapienza diventiamo perfetti, ordinando tutta la nostra vita, e le nostre operazioni a gloria di Dio, perché il savio conosce sempre l' ultimo fine, ed a quello indirizza ogni cosa.

DELLE OPERE DELLA MISERICORDIA,

M. Quante sono le opere della misericordia , delle quali ci sarà domandato in particolare nel giorno del giudizio ?

D. Sono quattordici, sette corporali, e sette spirituali.

M. Dite le corporali.

D. i. Dar da mangiare agli affamati.

  1. Dar da bere agli assetati.

  2. Vestir gl' ignudi.

  3. Alloggiare i pellegrini.

  4. Visitare gl' infermi.

  5. Visitare i carcerati.

  6. Seppellire i morti.

M. Dite ora le spirituali.

D. 1. Consigliare i dubbiosi.

  1. Insegnare agl' ignoranti.

  2. Ammonire i peccatori.

  3. Consolare gli afflitti.

  4. Perdonare le offese.

  5. Sopportare pazientemente le persone moleste.

  6. Pregare Dio pe’vivi, e pe’morti.

DEI PECCATI.

M. Ora venendo a' peccati, quante sorti si trovano di peccati ?,

D. Due: originale, e attuale; il quale poi si divide in mortale, e veniale.

M. Qual è il peccato originale?

D. È quello col quale tutii nasciamo, e l’abbiamo come per eredità dal primo nostro padre Adamo.

M. Questo come ci viene scancellato?

D. Col santo battesimo; e però chi muore senza battesimo va al Limbo, ed è privo in perpetuo della gloria del Paradiso.

  1. Qual è il peccato mortale ?

D. È quello che si commette contro la carità dì Dio e del prossimo; e si dice mortale, perché priva l’anima della sua vita spirituale, che è la grazia di Dio.

  1. Questo come ci viene ad esser perdonato?

D. Col santo battesimo, quando l' uomo si battezza in età di aver peccato attualmente, o col sacramento della penitenza , come si è detto di sopra. E chi muore in peccato mortale va alle pene eterne dell' Inferno.

M. Qual è il peccato veniale ?

D. È quello che non è contro la carità, e non priva l’anima della grazia, né manda alle pene deil' Inferno, ma nondimeno dispiace a Dio, perché non è conforme alla sua volontà, e sminuisce il fervore della carità; e però bisogna purgarlo ip questo mondo, o nel Purgatorio , che è nell' altra vita.

  1. Quanti sono i vizj capitali, e come fonti di tut? i peccati ?

D. Sono sette, e a tutti è opposta la virtù contraria.

l. Superbia, alla quale è contraria l’umiltà.

  1. Avarizia, alla quale è contraria la liberalità.

  2. 'Lussuria, alla quale è opposta la castità.

4- Ira, alla quale è opposta la pazienza.

  1. Gola, alla quale è opposta l’astinenza.

  2. Invidia, alla quale è opposto P amor fraterno. rj. Accidia, alla quale è opposta la diligenza.

J\l. Quanti sono i peccali contro lo Spirito- santo? D. Sono sei :

  1. Disperazione della salute.

  2. Presunzione di salvarsi senza meriti.

  3. Impugnare la verità conosciuta.

4- Invidia della grazia altrui.

  1. Ostinazione ne' peccati.

  2. Impenitenza finale.

jM. Quanti sono i peccati, che gridano vendetta nel cospetto di Dio ?

D. Sono quattro :

  1. Omicidio volontario.

  2. Peccato carnale contro natura.

  3. Oppressione de’poverL

4* Fraudar la mercede agli operarj.

DEI QUATTRO NOVISSIMI,

E DEL ROSARIO.

M. Quante sono le cose ultime delV uomo, le quali la Scrittura chiama novissimi, che considerandoli bene ci fanno astenere dai peccati?

D. Quattro : a. La morte.

  1. Il giudizio.

  2. L’inferno.

4- U Paradiso.

M Che esercizio avete per mantenere la divozione?

D. Dico il rosario della Madonna ,e vo meditando i quindici misteri di esso rosario , ne' quali si contiene la vita di nostro signor Gesù Cristo.

JM. Quali sono i quindici misteri del rosario ? D. Sono.cinque gaudiosi:

  1. L' annunziazione dell’angelo.

  2. La visitazione a s. Elisabetta.

  3. La natività del Signore.

  4. La presentazione al tempio.

  5. La disputa del fanciullo Gesù con li dottori. — Cinque altri sono dolorosi :

  6. L’orazione nell’orto.

  7. La flagellazione alla colonna.

  8. La coronazione di spine.

  9. Il portar della croce.

  10. La crocifissione e morte del Salvatore.

Cinque ultimi gloriosi.

  1. La risurrezione del Signore.

  2. L' ascensione del medesimo.

  3. La venuta dello Spirito-santo.

  4. L’assunzione della Madonna.

  5. La coronazione ed esaltazione della stessa sopra tutti i cori degli angeli.